La
Fontana di Trevi è la più grande ed una fra le più note fontane
di Roma. La settecentesca fontana progettata da Nicolò Salvi è
un felice e riuscito connubio di classicismo e barocco. È
adagiata su un lato di Palazzo Poli.
Il tema della scultura è il mare. La scenografia è dominata da
un cocchio, a forma di conchiglia sul quale è adagiata la grande
statua di Oceano di Pietro Bracci, affiancata nelle nicchie
laterali dalle statue della Salubrità e dell'Abbondanza, opera
di Filippo Della Valle; il cocchio è trainato da cavallucci
marini, a loro volta preceduti da tritoni. Il tema della
scultura è il mare. La scenografia è dominata da un cocchio, a
forma di conchiglia sul quale è adagiata la grande statua di
Oceano di Pietro Bracci, affiancata nelle nicchie laterali dalle
statue della Salubrità e dell'Abbondanza, opera di Filippo Della
Valle; il cocchio è trainato da cavallucci marini, a loro volta
preceduti da tritoni.
Nella fontana, scultura e architettura barocca si compenetrano e
si fondono perfettamente, in un suggestivo spettacolo acquatico.
Secondo la tradizione porta fortuna lanciare una moneta nella
fontana, volgendole le spalle; chi fa questo tornerà sicuramente
nella città. Le monete, raccolte quotidianamente, vengono
destinate dal comune di Roma ad opere caritatevoli.
È stata profondamente restaurata nel 1998, quando è stata
ripulita ed è stato ammodernato e sistemato anche l'impianto
idraulico.
La storia della fontana inizia, in un certo senso, ai tempi
dell'imperatore Augusto, quando il genero Agrippa fece arrivare
l'acqua corrente fino al Pantheon ed alle sue terme grazie alla
costruzione dell'acquedotto Vergine (che si può ammirare anche a
Piazza del Popolo), leggendaria l'origine del nome Vergine che,
secondo Frontino, sarebbe stato dato dallo stesso Agrippa in
ricordo di una fanciulla (in latino virgo) che indicò il luogo
delle sorgenti ai soldati che ne andavano in cerca. L'Acqua
Virgo, come viene anche chiamato, viene poi più volte ritoccato
in età medievale, compromettendo l'afflusso di acqua. Viene
restaurato solo sotto Papa Niccolò V (1447 - 1455), grazie al
quale l'acqua torna a fluire abbondantemente in una grande vasca
con tre bocche di notevole portata.
Nel 1570 viene restaurata nuovamente da Pio Ghislieri, che
colloca la vasca dal lato opposto di quello della fontana
attuale. Papa Urbano VIII (Barberini) (1623 - 1644) per primo
ordina una "trasformazione" della piazza e della fontana a Gian
Lorenzo Bernini, che progetta una grande mostra d'acqua,
collocata lì dove la fontana è ancora oggi, ma il suo progetto
viene bloccato per mancanza di soldi, dovuta al crollo dei
Barberini.
Papa Innocenzo XIII (Conti) (1721- 1724) fa allargare le
proprietà della propria famiglia fino alla piazza di Trevi, ed
il palazzo Poli (i componenti della famiglia erano i duchi di
Poli) "ingloba" diversi edifici più piccoli, ed arriva ad
affacciarsi dietro alla fontana rimasta incompiuta. Tocca a Papa
Clemente XII (Corsini) (1730 - 1740), nel 1731, il compito di
riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana;
bandisce un importante concorso per la costruzione di una grande
mostra d'acqua che occupi l'intera facciata di palazzo Poli. I
duchi di Poli, ancora proprietari dell'edificio, protestano, ma
sono costretti a cedere alla volontà del nuovo pontefice. Il
bando viene vinto da Nicolò Salvi che inizia la costruzione
della fontana nel 1732, impostando l'opera secondo un progetto
con evidenti influenze barocche e berniniane. L'idea di fondo di
Salvi è quella di narrare, tramite architettura e scultura
insieme, la storia dell'Acqua Vergine. Papa Clemente XII
inaugura la fontana nel 1735, con i lavori ancora in corso. Nel
1740, però, la costruzione viene ancora una volta interrotta,
per riprendere solo due anni più tardi.
Papa Benedetto XIV (Lambertini) (1740 - 1758) pretende una
seconda inaugurazione nel 1744. La prima fase dei lavori termina
nel 1747, quando vengono completate le statue e le rocce
posticce. Nonostante la morte di Niccolò Salvi (1751), la
costruzione prosegue sotto la guida di Giuseppe Panini, che
porta finalmente l'opera a compimento 1762, sotto Papa Clemente
XIII (Rezzonico) (1758 - 1769). Al cantiere, andato avanti per
circa un trentennio, hanno lavorato almeno dieci scultori, da
Maini a Bracci, oltre al Salvi e al Panini stessi. Alla fine,
però, la fontana di Trevi diventa una scenografia e simbolo
fondamentale della Roma papale.
Il mondo del cinema non è rimasto indifferente di fronte alla
magnificenza ed alla fama della fontana di Trevi.
Il monumento è protagonista di una delle scene più famose del
cinema italiano e, forse, di quello mondiale: in La Dolce Vita
di Federico Fellini, Anita Ekberg si tuffa nella vasca,
invitando Marcello Mastroianni a fare lo stesso.
Precedentemente, la fontana era stata protagonista del film
statunitense Tre soldi nella fontana, dove la fontana del titolo
è proprio quella di Trevi. Nel 1961, in Tototruffa Totò tenta di
vendere la fontana a degli sprovveduti ed ignari turisti,
vendendogli in questo modo i diritti d'autore per tutte le foto
scattate dagli altri turisti, e scatendando in questo modo una
serie di gag ed incomprensioni.
Fonte: Wikipedia.
| Distanza |
PIEDI
Distanza totale: 903 m
Durata del tragitto: 00h 13 |
METRO
Durata del tragitto: 00h 13 |
MACCHINA
Distanza totale: 3.8 km
Durata del tragitto:00h 05 |
|